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One day one story: 9 novembre 1975, Panatta conquista Stoccolma

One day one story: 9 novembre 1975, Panatta conquista Stoccolma

Un nuovo inizio. Il trionfo a Stoccolma nell’edizione 1975 fa da ideale preludio per il 1976 da leggenda di Adriano Panatta. In una settimana, l’azzurro elimina il campione di Wimbledon, Arthur Ashe, e supera in finale 4-6 6-3 7-5 Jimmy Connors, che chiuderà la stagione da numero 1 e in semifinale ha battuto Borg.

Connors parte meglio, costruisce il vantaggio nei primi quattro game e completa il primo set 6-4. Cambia tutto, però, all’inizio del secondo. L’azzurro punta sul servizio e si porta avanti 3-0 e allunga al terzo tenendo il servizio a zero nell’ultimo game. Per i primi nove game non si vedono break. Sul 5-4 Jimbo serve per il match e si porta 30-0, a due punti dalla vittoria. Panatta però firma il break e poi vince gli ultimi due game del match. “E’ stata la più bella partita della mia vita” dichiara raggiante Panatta.

“Ho perso ma non ho giocato male” commenta Connors. “In realtà non sono stato io a perdere ma lui a vincere. Io ho giocato al meglio delle mie possibilità ma Panatta — e questo è un fatto incontrovertibile — ha giocato come mai aveva fatto prima”.

Con questo successo, l’azzurro corona un mese in cui aveva perso in finale da Kodes a Madrid e da Borg a Barcellona. È il mese della svolta, si legge sulla Stampa, al di là dell’ancora inspiegabile sconfitta in Davis contro il francese Dominguez. Grazie a questi risultati, “ha ritrovato la voglia di giocare, di lottare, di soffrire. Tutto è iniziato con il matrimonio, con la nascita del primogenito Niccolò. L’escalation ha preso il via da Bari in occasione degli assoluti”.

Adriano, si legge sui giornali svedesi come riporta sempre la Stampa, “è un tipico rappresentante dell’Italia moderna. E’ elegante, simpatico, bello e dotato di enorme charme. Ieri ha giocato al tennis in modo, superbo piazzandosi tra i più grandi campioni della nostra epoca. Proprio per la sua umiltà, per aver combattuto come un leone benché sconfitto in partenza, per aver lottato per ogni punto, anche quando tutto pareva impossibile, questo italiano si è conquistato la simpatia del pubblico e il rispetto degli esperti. Scusaci Panatta per averti sottovalutato”.

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